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Una storia vera...

LETTERA DI MICHELA

L’idea di scriverti, l’ispirazione anzi, mi è venuta mentre ero in chiesa a pregare, quindi deve essere per forza una cosa buona………….
Vorrei che questa specie di confessione potesse, chissà, servire a qualcuno……. Anche le brutte esperienze servono a volte; servono per essere raccontate da chi le ha vissute a chi, si spera, non le viva mai.
Premetto che chi ti scrive non è quella ragazza allegra e spensierata che tu conoscevi e che ancora oggi sorride dalle foto fatte in montagna, nei turni estivi. Chi ti scrive è una vecchia di 28 anni con un matrimonio fallito alle spalle, due figli affidati ai nonni e (mi vergogno a dirlo) un tentato suicidio. Niente male, vero?
All’origine di tutto: i capricci e la mia incapacità di crescere. Lui è stato un capriccio; voler a tutti i costi un secondo figlio per cercare di mantenere in piedi un matrimonio in crisi, è stato un capriccio; forse anche separarmi è stato un ennesimo capriccio, anche perché, forse, non l’avrei mai fatto se non fosse sopraggiunto il classico amante a farmi quei complimenti che ormai mio marito non mi faceva più.
Insomma, classico colpo di fulmine, amore folle…. Folle davvero se mi ha indotta a lasciare tutto: casa, marito, ma soprattutto figli. Al momento della separazione non avevo NIENTE, tranne quattro vestiti in una valigia, quindi non potevo assolutamente permettermi il “lusso” di ottenere l’affidamento dei bambini. Il papà, se non altro, ha un ottimo lavoro per conto proprio e non fa mancare loro niente…. Ai miei bambini infatti non manca niente, tranne la mamma. E io, in questi due anni che sono trascorsi dalla separazione, non ho concluso praticamente niente: ho lavorato saltuariamente (con la crisi che c’è non è proprio facile trovare lavoro), da poco ho trovato una cameretta in affitto presso una signora, così ho lasciato la casa dei miei. Sante persone i miei genitori, lo dicevi sempre anche tu. E lo sono davvero. Solo che non accettano alcune cose, che sono poi le stesse che non accettavo nemmeno io, fino a qualche anno fa.
Lui era bello, era il più bello del paese e io ho creduto, nell’innocenza dei miei 16 anni, di amarlo. MA L’AMORE NON E’ UN GIOCO E IL GIOCO NON E’ AMORE.
Solo che, quando mi sono accorta dell’equivoco, avevo ormai due figli, suoi… nostri… E questi bambini, immenso dono di Dio, resteranno per sempre. Una parte di me è morta nel momento in cui li ho lasciati, così ho pensato bene di uccidere anche l’altra parte ingoiando una ventina di sonniferi. Salvata in extremis…, ma ugualmente distrutta.
Distrutta come donna perché non riuscirò mai più a dare completamente amore ad un uomo, perché il mio cuore è con i miei figli; e distrutta come madre, perché non posso stare con loro.
Io spero che nella tua TURRIS ci siano tante ragazze come mia sorella e poche come me, ma di qualunque “tipo” siano, dì loro che la loro giovinezza è molto, MOLTO importante; stanno costruendo la loro vita, il loro futuro… Giorno dopo giorno si stanno preparando ad essere mogli e madri ed è un compito difficilissimo. Solo Dio può farti capire quando è il momento giusto e qual è l’uomo giusto.
Lo so che a 16, 17, 18 anni è difficile capirlo, ma…
RAGAZZE! NON BRUCIATE LE TAPPE... VI BRUCERETE LA VITA!

Michela

 
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